Nel 1976 ha ricevuto dalla Fondazione "A. TOEPFER" di Amburgo, il Premio Europa folk come miglior Gruppo di arte e tradizioni popolari.
Il Labaro: dal 1950 apre gli spettacoli e le sfilate del Gruppo. Nel 1976 ha ricevuto dalla Fondazione "A. TOEPFER" di Amburgo, il Premio Europa folk come miglior Gruppo di arte e tradizioni popolari.
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Il repertorio dei canti

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Il repertorio dei canti I balli

 

Il repertorio è quello classico della Ciociaria, ma anche delle regioni limitrofe, costituito da canti dei campi, del dolore, della devozione, del lavoro, dell'amore e della festa, nenie, ninne nanne, fino ai più caratteristici stornelli a dispetto. Molti brani sono prelevati dalla raccolta presentata al Congresso di Trento nel 1936 dal maestro Luigi Colacicchi e da una più recente raccolta redatta dal Sig. Flavio Fiorletta: "Accusì canta la Ciuciaria" (la foto del libro è riportata a destra).
Soprattutto all'estero, il gruppo esegue anche un repertorio di canti del folklore napoletano e romano vista la vicinanza della nostra città ai due capolughi di regione, Roma e Napoli e vista l'ormai internazionalità di canti come O sole mio, Torna a Surriento, Roma nun fa la stupida stasera, Vecchia Roma, etc. I canti (forse i più rappresentativi), sono accompagnati da brevi cenni storici e da piccole strofe (con la caratteristica cadenza dialettale).
"Le parole e la musica delle canzoni alatrensi "L'Arca", "Gli culacchiegli", "Juccia", "La cipolla", "La tesserella", "La ciammotta", vennero scritte nel 1900 da Gerardo Celebrini e Giovanni Ricciotti in occasione della fiera della Maddalena che ricorre il 22 luglio.
.....Nel 1900 il regolamento di Polizia urbana faceva divieto ai veicoli di entrare in città dopo il tramonto del sole:per cui la maggior parte dei venditori ambulanti, che tra l'altro dovevano coprire rispettabili distanze, quasi sempre erano costretti a bivaccare in località la Donna, pur impiegando tutta la buona volontà per giungere in tempo, anche ad evitare nel buio spiacevoli incontri con tipi affatto raccomandabili.
Certamente dopo il lungo viaggio l'appetito non mancava e non mancava nemmeno l'iniziativa di alcune persone di allestire, ed ogni anno sempre meglio, baracche ove si potessero consumare, per la circostanza, appetitosi "pullastri, puparoi e belle ciammotte" (polli, peperoni e lumache) con larga mescita di vero vino casereccio.
E siccome il canto ed il suono non possono mancare in certe circostanze, ecco venir oggi fuori l'estro poetico e umoristico musicale di Giovanni Ricciotti e di Gerardo Celebrini, due animatori delle tante iniziative all'epoca. A quanto si apprende dai vecchi, la serie fortunata di questa festa, diventata tradizione per Alatri, si affievolì quando incominciò il concerto degli obici e delle mitragliatrici della prima guerra mondiale che impegnò tutti alla difesa del territorio nazionale." (tratto da Vecchia Alatri...)
  La raccolta delle musiche e delle canzoni della Ciociaria redatta dal Sig. Flavio Fiorletta: "Accusì canta la Ciuciaria"

La Tesserella Parla di una moglie che mentre lavora al telaio pensa al marito lontano:

"Vòla la spola, gli tempo nun và: me mòro, me mòro nun pozzo campà. Dalla sera a lla dumane stòngo sorc'a cralemà stòngo sola agli telaro, zica tela a rattramà..."

In queste vecchie foto le tesserelle di Alatri In queste vecchie foto le tesserelle di Alatri
Carl'Antonio e la zitella

Canto scherzoso di corteggiamento fra innamorati.

"... Dove t'ha pizzicato la tarantella a te? Carl'Antonio e la zitella l'ha pizzicato la tarantella..."

 

La ciammotta

L'innamorato invita l'amata a mangiare le lumache.

"Magna magna la bella ciammotta commeè bianca, che bella macoca, da lla scorcia vè jeccho la cacci, magnatèlla pu mmi, Mariannì!"

 
Ninna Nanna di Alatri

Dolce ninna nanna di una madre che pur affaccendata nel lavoro domestico accudisce il suo bimbo dondolando la sua culla, poggiata in terra, con un piede.

Juccia

Un innamorato spera invano che la ragazza pensi a lui.

"Drent'a chessa baracca agliuminate, te vide sse mucchitto 'nculore de rosa, Tu, Juccia mè, che stai tutta pensosa Forcia suspiri i penzi carch' a mì?... O Juccia mè, sì 'n angigli la fata dè sto core. Pu tti, bella, m'enteseche Je me strui d'amore..."

La pasema

Di recente composizione. Autore Achille Gussati, direttore musicale del gruppo. Canto dedicato all'amata.

"… teng’ na’ patema n’pett’ massera p’ vidette, quando vai a toll l’acqua alla funtana abball’…"

Me so ficcata na spina agli core

Parla di un innamorato deluso in quanto la sua bella ha deciso di concedere le sue grazie al rivale in amore.

"…Me' so ficcata na spina agli còre, ‘na ponta c’è rimasta e me dà guaie…"

Ohi li, Ohi là

L'amore segue il corso delle stagioni...

"Mò ch'è giunta primavera ogni ceglio fa gli nido
Ogni donna vuole marito
Ma non ce se po' negà..."

Stornelli a dispetto..

Maria Nicola

 

 

 

 

 

Solistico e corale con accompagnamento d'organetto o senza. Generico. Raccolto nel 1934. Esecutrice Vincenza Matteucci in Lisi detta "la Cenese", cantastorie nelle fiere della regione. Imparato per tradizione (Elab. L. Colacicchi).

"...Te si' fatte ie riccie n'fronta chi te 'ialliscia e chi te i'apponta pour'a tte Maria necò- Maria Necòla mia chi te l'è fatte fà.. eri 'na bella pedecona te putivi marità..."

La Cipolla

Omaggio all'ortaggio tipico di Alatri.

"Magna magna la bella ciammotta commeè bianca, che bella macoca, da lla scorcia vè jeccho la cacci, magnatèlla pu mmi, Mariannì!"

 

 

Stornelli "a dispetto"

Vengono eseguiti prevalentemente con l'organetto "a due botte" e spesso si instaura una gara tra gli esecutori a chi ne recita di più.Nelle esibizioni, il gruppo folk esegue questi tipici "Stornelli" anche come modo di carica. Quelli sottocitati sono solo una parte dei molteplici tramandati per tradizione.

 

Donna di Alatri . Sul capo la "Conca" usata per attingere l'acqua alle fontane.

La Campagnola

Parla di una ragazza di campagna molto bella difficile da conquistare.

"Che bei capelli che tiè sta campagnola. Ma la votatoja 'lla via nova la campagnola morire mi fà..."

Me pizzica me mozzica

 

Solistico, senza accompagnamento. Generico. Raccolto nel 1932 esecutore Vincenzo Olevano detto "Pacchiarot'", cantiniere detto anche l'ammentario (da ammentatore, inventatore, cioè improvvisatore di versi occasionali). Imparato per tradizione (Elab. L. Colacicchi).

Struppuletta degli spuse

Canta il rancore di una moglie tradita dal marito.(Sora, Elab. L. Colacicchi).

"… Jemm’ alla Chiesia a fa’ gli giurament, amore mio sem tutt’e due cuntent…"

Gli culacchiegli

Una ragazza, già impegnata, scaccia un invadente spasimante.

"... 'sto core è de Ciuccitto i pu duspetto tè! Vattenne, brutto Cifere, nun te pozzo vide!... Curi curi a lle tridici preti, quanno 'nciocca te vè sa vuleia. Tocca, scriate, figli de sdreja, i ecco 'n paci a mi lassèma stà!"

 


Donne di Alatri

 

La mamma del mio amor

 

Solistico, senza accompagnamento. Generico. Raccolto nel 1931. Esecutrice Lucia Del Monte; domestica e donna di casa imparata da sua madre Maria. (Elab. L. Colacicchi)

"...La mamma del mio amor le cortellate facitecele grosse le ferite...".

Donna di Alatri .
L'ero fatto un bel cappello Solistico e corale, senza accompagnamento; raccolto al raduno popolaresco di Fiuggi. Esecutrici un gruppo di popolane. (Elab. L. Colacicchi).La Cipolla: Omaggio ad un ortaggio tipico della vita contadina. Parole di G. Celebrini musica di G. Ricciotti.

"...l'ero fatto un bel cappello l'ero fatto bellino pe te ho saputo che sei un monello il bel cappello lo tengo pe me..."

Felice e Mariola

Canto agli sposi . solistico, con accompagnamento d'organetto o senza. Generico. Raccolto nel 1934 esecutore Silverio Calicchia. Imparato per tradizione. (Elab. L.Colacicchi).

"...O' compare non t'assora, ca passe i guaie. ca passe guaie Felice e Mariola ohi Raffaele ridacce la parpagnola..."

   
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