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“Andammo a Milano”

Dall’ album dei ricordi: cosi scriveva Alberto Minnucci*,  uno dei tanti “giovani” del Gruppo Folclorico Aria di Casa Nostra, nei quasi  settanta anni di attvità:


<<Nel 1955, a primavera, andammo a Milano. Per molti di noi fu il primo viaggio di una certa importanza e lunghezza, scusateci.  La guerra, pur terminata da dieci anni si faceva ancora sentire; il boom era di là da venire; il più… ricco o fortunato dei«ciociari 55» era stato, per diporto su un motoscooter di seconda mano. Si trattò della prima grossa ed impegnativa trasferta del Gruppo Folclorico Alatrense. Nella capitale economica italiana era in corso una delle prime edizioni della nuova fiera campionaria. Ci esibimmo in uno stadio, non a San Siro, ma all’Arena. A presentarci al folto pubblico delle scalee fu un giovanotto molto elegante e dalla voce calda. Quasi nessuno lo conosceva. Ci dissero che era un dottore in legge e che si chiamava Enzo Tortora.  Anche il Gruppo, come il futuro presentatore TV era alle prime armi. Avevamo addosso una paura da far tremare il pur robusto palco. Cantammo ballammo. Ci fu prima silenzio e poi un uragano d’applausi «Forza mò…» ci sussurrammo, rinfrancati, ed esplodemmo nel salterello che i meneghini mostrarono di gradire molto di più dei compassati anche se perfetti balletti dei gruppi orientali.Il sole milanese, si sa, ad aprile è quello che è; ma noi riuscimmo a… scaldarlo. Il giorno successivo, tutti i giornali milanesi scrissero d’Alatri. Ricordo l’autorevole «Corriere della sera»: « …i ciociari d’Alatri si scompongono, pare che ognuno vada per conto suo, poi, improvvisamente, eccoli uniti, in una sfavillante policromia.
Il loro salterello ha fatto esplodere la Santabarbara dell’arena ».
Quando andammo in Fiera, il successo non fu minore. I nostri colori, gli ori e i coralli delle nostre ragazze fecero faville. Come attori fummo “richiesti” per centinaia di fotografie tra cinesi e neri. Dovevamo sorridere a tutti perché la Ciociaria ride di sole. Ma Dio solo sa con quale sforzo lo facemmo perché le ciocie del « 55 » erano…vere ciocie  (prese in prestito dai contadini) e quasi tutte erano strette o larghe ed i piedi, non abituati, ne soffrono ancora dopo vent’anni. La sfilata in Piazza Duomo, sotto la Madonnina: un ricordo davvero incancellabile! Quando il corteo entrò in Galleria fummo presi dallo spavento. Lo sapevamo cos’era la Galleria di Milano nei cui «caffè», a quell’ora, sedevano solitamente i più famosi scrittori, editori, attori, giornalisti, industriali e registi italiani. Era un pubblico d’eccezione, insomma, quello verso il quale andavamo incontro. «Forza mò…» ci sussurravamo e ricominciammo col salterello mentre lo storico campanaccio svegliava anche i più addormentati colombi delle più alte guglie del Duomo. E tutti ci applaudirono con passione e convinzione. Ma uno degli spettatori, un cameriere che serviva quegli uomini famosi, ci fece piangere. Approfittò di un momento di calma e di relativo silenzio e, brandendo il cabaret, «Evviva S. Sisto» urlò e scomparve tra gli eleganti abiti della Milano-bene. Dopo sapemmo che era un ragazzo della “Fiura” al quale avevamo portato un angolo di casa sua.>>
di Albero Minnucci 10/07/34 – 25/05/95

*Per oltre 30 anni fu puntuale interprete dei bisogni della comunità locale nelle pagine de il Messaggero con collaborazioni con Avvenire. Memorabili le sue battaglie contro il potere: i lettori sapevano di poter trovare nelle sue cronache non solo fatti ma anche vere e proprie frustate di ribellione civile e contro il potere burocratico.
Per ricordarlo, nel 1996 fù stato istituito il Premio giornalistico Alberto Minnucci. Tra i giornalisti che hanno ricevuto il premio vi sono Bruno Vespa, Carmen Lasorella, Lilli Gruber, Enzo Biagi, Giorgio Tosatti.

 

I personaggi storici ad Alatri (pt.4)

 De Persiis Luigi (vescovo)
nacque ad Alatri il 9 maggio 1835. Sentì ben presto la vocazione al sacerdozio e fu accolto nel patrio seminario. Dimostrò grande amore per lo studio della filosofia, della teologia e del diritto. Pubblicò monografie e volumi di alto valore critico, tra l’altro:”Pio IX in Alatri”, “Lo stemma di Alatri”, “Memorie del Pontificato di S.Sisto I , Papa e Martire”, ” I confini del territorio comunale di Alatri” ecc. Per così interessanti opere e per la sua elevata cultura teologica e giuridica, meritò la stima di Papa Leone XIII il quale, il 21 giugno 1896, lo nominò Vescovo di Assisi. Morì il 31 ottobre 1904.
Benedetto da Alatri (cappuccino)
al secolo Domenico Fiorenza, nacque ad Alatri il 6 dicembre 1847. Appartiene all’ordine dei Frati Minori Cappuccini. Tenne la cattedra di filosofia ad Alatri, fu Definitoree, per due Volte, Ministro della Provincia Cappuccina di Roma. Fu nominato teologo e fu scelto dalla Regina Margherita di Savoia come suo direttore e confessore spirituale. Resta il suo volume dal titolo “L’ Eucarestia e la Vergine del 1902-1904 conservato a Roma. Mori nel 1929.
Isola Pietro Antonio (professore)
nacque a Roccasecca il 5 maggio 1865. Si laureò in lettere e si diede all’insegnamento, tra cui anche nel nostro Liceo Ginnasio. Fecondo e pregevole scrittore e critico, pubblicò numerose opere, tra le quali citiamo:” Su le satire di V.Alfieri”, “L’incontro di Dante e Virgilio con Sordello e Stazio”, “Brani di Vita,Versi”, “Quattro saggi Virgiliani”, “Saggi Danteschi” ed altre opere, conservate nella biblioteca Conti Gentili di Alatri. Morì ad Alatri nel 1938.
Lazzari Marino (Professore)
nacque ad Alatri il 14 maggio 1883. Dopo aver compiuto gli studi classici ad Alatri, si laureò in Lettere e Filosofia all’Università di Napoli nel 1905. Distinto insegnante, iscritto nel ruolo d’onore, esercitò la sua professione in varie città  d ‘Italia e collaborò con numerose riviste politiche del tempo. Nel 1938 fu Direttore Generale delle Antichità e delle Belle Arti e volle il restauro della chiesa di S.Silvestro e della collegiata di S.MariaMaggiore, per riportarle nella veste originale.
Cerica Angelo (Generale dei Carabinieri)
nato ad Alatri il 30 settembre 1885. Dedicatosi alla carriera militare, prese parte alle due guerre mondiali del 1915 e 1940, raggiungendo il grado di Generale di Corpo di Armata nell’Arma dei Carabinieri.
Ebbe numerose medaglie di merito al valore militare e nel 1947 fu Presidente del Tribunale Supremo Militare. Fu  anche Senatore della Repubblica nel 1953, eletto nel collegio di Frosinone.
Amilcare Minnucci
Nacque ad Alatri il 1 maggio 1885 da Giuseppe e da Rosa Buglioni. Giovanissimo decise di seguire il mestiere che fu già del nonno e del padre: quello del sarto. Egli svolse il suo lavoro non solo per sé, ma soprattutto per gli altri, impegnandosi nell’attività politico-sindacale per migliorare le condizioni di lavoro della categoria degli artigiani e dei sarti, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Decisivo fu l’incontro del tredicenne Minnucci con Romolo Murri, fondatore di un movimento che sfocierà qualche anno più tardi nel Partito Popolare di Don Sturzo. Appena ventenne assunse la direzione di una delle più famose sartorie romane, la Sartoria Grassi di Via del Corso. Limitato nella sua attività sindacale dal fascismo, continuò ad operare nell’ombra fino alla creazione dell’Associazione degli Artigiani di Roma e Provincia, di cui fu presidente, e della Confederazione Italiana dell’Artigianato Romano, di cui fu co-presidente, e dell’Associazione Nazionale dei Sartori. In un incontro a Londra nel 1947, commentando l’abbraccio tra il Presidente dei Sarti francesi e il Presidente dei Sarti tedeschi, ebbe a dire “Si sta ricucendo l’amicizia franco-tedesca. Chissà che la pace nel mondo non debba dipendere anche dalle nostre ricuciture!”. Importanti personalità del mondo del lavoro nazionale ed internazionale ricordarono con attestazioni di stima Amilcare Minnucci nel giorno della sua morte, il 27 febbraio 1969 e ancora oggi il suo nome è ricordato con un premio dedicato ai giovani sarti.
Ottavio Ceci
Al secolo Francesco Ceci, nacque ad Alatri da Ercole e Giuseppina Dell’Orco il 29 settembre 1889. Dopo gli studi ginnasiali entrò nell’ordine dei Frati Minori Cappuccini e il 29 giugno 1913 fu ordinato sacerdote.Cappellano militare nella guerra del 15-18 meritò un encomio solenne dal Generale Armando Diaz. Nel 1919 conseguì la laurea in Diritto Canonico e fu professore a Viterbo e Napoli. Fondamentale nella sua vita fu la fondazione nel 1926 della rivista “ L’Italia Francescana”, che egli stesso diresse fino al 1942 e nella quale pubblicò numerosi articoli di carattere storico-critico tenuti in grossa considerazione non solo da ambienti religiosi. Come ultimo riconoscimento alla sua opera Pio XI lo elevò nel settembre 1941 all’altissimo ufficio di Predicatore del S.Palazzo Apostolico. Morì a Cortona il 25 settembre 1943.
Cesare Zavattini
Nato a Luzzara il 20 settembre 1902. Prende la licenza elementare a Bergamo. Si trasferisce poi con la famiglia a Roma e successivamente si iscrive al Liceo “Conti Gentili” di Alatri, dove rimane fino al raggiungimento della maturità liceale. Giovanissimo effettua le prime esperienze a livello giornalistico. Visto il suo valore, Zavattini è chiamato a collaborare con importanti testate giornalistiche e con vari editori, e incontra Vittorio De Sica. Da questo incontro nascerà un sodalizio  durato a lungo dal quale hanno preso vita numerosi film di valore storico quali “I bambini ci guardano”, “Le porte del cielo”, “Sciuscià”, “Ladri di biciclette”, “Miracolo a Milano”, “La ciociara”, e tanti altri. Nel 1986 riceve la cittadinanza onoraria di Alatri.
Roasenda Paolo (Padre Mariano, Cappuccino e Professore)
nato a Torino il 22 maggio 1906. Fu noto e brillante professore di lettere classiche ed insegnò ad Alatri negli anni 1933-34-35 nel regio Liceo Ginnasio “Conti Gentili”. Nel 1940 entra nell’ordine dei  Frati Minori Cappuccini e nel 1945 riceve l’ordine Sacerdotale. Padre Mariano divenne famoso per il suo “Pace e bene a tutti” che predicava in televisione con un ascolto di quasi 15 milioni di telespettatori. Le sue prediche furono molto seguite sia da credenti e non credenti, che non perdevano quasi mai l’appuntamento alla TV con il cappuccino. Padre Mariano dava conforto e speranza con una dialettica colta ma molto vicina alla gente, Morì nel 1972 e sepolto nella chiesa “Padri Cappuccini” a Roma in via Veneto. E’ ancora popolarissimo nei ricordi degli italiani e la sua fama ha spinto la chiesa ad avviare l’iter di beatificazione che lo riconosca come “Frate della TV”.
Stefano Grappelli  – violinista
Stefano Grappelli nacque a Parigi nel 1908. A soli quattro anni perse la madre. Pur essendo nato in Francia non perse mai l’occasione di sottolineare le sue origini alatrensi a cui si sentiva molto legato, tanto da tornare ad Alatri ogni qualvolta i suoi impegni lo permettevano. Violinista, jazzista di fama mondiale, ha tenuto concerti in ogni parte del mondo: Londra, New York, Bombei, Tokyo, Berlino ecc. Morì il 1 dicembre 1997.
Armando Tagliaferri  – eroe della II guerra mondiale
Nacque ad Alatri nel 1920 da Angelo Antonio. Sottotenente del 187° paracadutisti Folgore. Gli fu conferita la Medaglia d’Argento al Valore Militare alla Memoria con la seguente motivazione:
Comandante di plotone, trascinava i suoi uomini alla conquista di posizioni saldamente tenute dal nemico in terreno scoperto, battuto dal tiro delle artiglierie nemiche e delle armi automatiche, portava a compimento la sue azione ed assaltando il nemico all’arma bianca. Ferito per l’esplosione di una mina,  ordinava che prima di lui venissero soccorsi i suoi soldati. Decedeva poco dopo per le ferite riportate (durante la battaglia di El Alamein). Africa Settentrionale, Ben El Ankara, 31/08/1942.
De  Nicolò Gastone
Nel sarcofago n.6 del sacrario dove sono sepolti i martiri delle Fosse Ardeatine sono deposti i resti mortali del giovane Gastone De Nicolò. Era nato a Roma il 23 settembre del 1925 da Giuseppe e da Milena Porcarelli. Il padre fu impiegato in uno degli uffici delle Imposte di Alatri, e risiedeva con la famiglia in via Garibaldi, mentre Gastone frequentava il Liceo “Conti Gentili” di Alatri, ed era tra i giovani iscritti alla “Giosuè Borsi” l’associazione di Azione Cattolica per studenti. Il professore Sacchetti Sassetti ricorda Gastone come studente di liceo, e Giovanni Gigliozzi, nella prefazione al libro di Attilio Ascarelli “Le Fosse Ardeatine” (ed. A. N.F.I.M. 1965) scrive: “Man mano che procedevano i riconoscimenti dei poveri resti seppi che più di un mio amico aveva conosciuto la ferocia del colonnello Kappler. E rividi il piccolo Gastone con il suo teatro di burattini. Gastone, nei giorni sereni della nostra infanzia, chi avrebbe mai potuto prevedere l’atrocità del tuo destino?”.