L’ asino di Belpaino

Quante volte abbiamo sentito : “Attent’, ca’  fai accòm gli asini d’ Belpaino!  magari per ammonire qualcuno dal non fare il passo più lungo della gamba?  Pubblichiamo un racconto di Amilcare Culicelli, sulle “gesta” di Bel Paino:

“Il nostro era un tipo piuttosto strambo, di mestire barbiere e in quanto tale  frequentava gente di ogni tipo,  persino “altolocata” ma questo avveniva soltanto in casa loro, e naturalmente,  ci teneva a far  bella figura!
Per distinguersi dallo “zoticume” usava un “eloquio” ricercato, metteva un “papillon” floscio, usava le chiroteche(1)  e se pioveva, copriva le scarpe con le ghette e apriva il paracqua. Quando andava a casa dei suoi clienti non “obliava” mai la “plaisanterie”(2)  per Madame!  Mentre lui faceva il suo lavoro,  si intratteneva appositamente per conoscere le ultime “novità”… e scoprire, magari,  che anche ella ne facesse parte.
Per il suo modo ricercato di vestire era stato soprannominato “Bel Paino” e le sue stranezze linguistiche erano lo spasso della gente che se le rilanciava pomposamente. Tra queste,  era rimasta celebre la sua frase rivolta a un contadino: “Appropinquati o villico e riaffibbiami, di grazia, queste mie staffe pendule che per il lungo andar si fecer prolisse.”
E si! Perché bisogna sapere che un bel giorno Bel Paino andò alla fiera, comprò un asinello e lo accessoriò di tutto punto: la sella, il sottopanza, le staffe e perfino la sonagliera e se ne andava trotterellando per il Trivio gustandosi la musica della sonagliera ritmata dal batter degli zoccoli sul basolato, sotto gli sguardi meravigliati della gente.
Ma l’asino, però mangiava!  finì l’estate ed arrivò l’inverno e solo a costo di sacrifici riusciva a comprare il fieno, ma le giornate troppo corte, non gli lasciavano il tempo di portare l’asino a brucare l’erba lungo i margini delle strade “fuor di porta”.
Cosi’, tanto per sfamarlo, quando poteva ed era sicuro che nessuno lo vedesse,  raccoglieva gli scarsi rimasugli delle verdure del mercato….ma purtroppo l’inverno era molto lungo…
Ed ecco l’idea di Bel Paino: sarebbe bastato insegnare all’asino a campare senza mangiare almeno per il resto dell’inverno! e…. ci si mise con impegno;
L’asino capì e collaborava;  cominciò a mangiucchiare di malavoglia le foglie gialle appassite e i torsoli di cavolo. Una mattina, finalmente per la gioia di Bel Paino, nemmeno annusò le tre o quattro foglie secche dei platani che la sera prima  gli aveva raccolto a Porta San Pietro: era fatta! esclamò.
Veramente, dopo qualche giorno gli sembrava che l’asino si comportava in modo strano e fosse un po’ patito “povera bestia” pensava “è rimasto chiuso per troppo tempo e forse si annoia. Alla prima bella giornata lo porto fuori.”  E venne una bella giornata di fine gennaio!
Tutto contento Bel Paino andò per sellare il suo asinello e lo trovò morto.
Non si dava pace e raccontava di quel suo asinello che aveva finalmente imparato a non mangiare ed era morto… chissa perchè!”

Amilcare Culicelli – fonte:  Forum Monti Ernici  – http://www.montiernici.it/index.php

1: Le chiroteche sono un paramento liturgico usato dai prelati durante una forma particolarmente solenne di celebrazione eucaristica del rito romano.
2: storielle, scherzi, allegorie

 

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