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La preghiera del Folklorista

Anche noi “folkloristi” abbiamo la nostra preghiera : perchè uniti nella fratellanza,  l’essere bandiera del nostro popolo e tesoro delle nostre tradizioni,  abbiamo bisogno di una mano divina che la sostiene .
– Con approvazione ecclesiatica nel Giubileo dei gruppi folkloristici del 2000 –

Preghiera del Folklorista

Signore, che hai posto la Tua mano su ogni uomo,
che consideri importante il nostro vivere, il nostro suonare, il nostro danzare;
fa che ci sia possibile, per lungo tempo onorarTi,
diffondendo nel mondo la gioia di essere figli della nostra terra,
di essere bandiera del nostro popolo,
di essere tesoro delle nostre tradizioni.
Dacci la forza, di mantenere salde  le nostre radici.
Dacci il conforto, di sapere che tutt’intorno, per nostro mezzo,
cresca l’amore fra tutti i popoli, senza confini.
E Tu, Madre di Dio, posa il Tuo sguardo sulle nostre famiglie,
sulla nostra gente, sul nostro domani.
E che arrivi in Cielo con la nostra preghiera,
l’eterna armonia del nostro cantare.

E così sia.

*nella foto in nostro Fondatore, Flavio Fiorletta con il Santo Wojtyla in occasione della visita alla nostra città 

La Santa Pasqua negli States

E’ la settimana di Pasqua nell’aprile del 2003. Il nostro gruppo, con immensa gioia e orgoglio è invitato a partecipare al World Fest di Branson, in Missouri…. si avete letto bene…Missouri,
S  t  a  t  i    U  n  i  t  i    d’   A  m  e  r  i  c  a,  o più semplicemente U.S.A!

E’ la prima volta, nella sua storia,  che Aria di Casa Nostra, dopo essersi fatta onore nei più grandi festival europei, può varcare l’oceano, può volare lontano, a portare Alatri dove forse, neanche il nostro Sor Flavio avrebbe mai pensato.

Si ma che si fa? Si parte? E’ Pasqua! e il Venerdi Santo con la processione? E il pranzo di Pasqua?e la Pasquetta non ce la metti?  No…non possiamo mancare da Alatri a San Sisto!

Combattuti dal trattenerci o  partire…..be’, alla fine abbiamo optato per la seconda. Cercheremo comunque di onorare le festività pasquali: e’ comunque un “passaggio”, non come quello degli ebrei nel Mar Rosso, ma più prosaicamente da un continente ad un altro!

Così, fatti i biglietti…ci avventuriamo con il sano orgoglio ciociaro a portare le tradizioni popolari negli States!


Ma no, non voglio raccontarvi la nostra esperienza folkloristica…ma bensì la nostra festa di Pasqua!

Eh sì, perché non dimenticheremo mai quel 20 aprile del 2003 negli States…

Piccolo riepilogo: alle nostre esibizioni, sempre allegre e colorate notavamo sempre fra i numerosi spettatori, alcune figure che si presentavano tutti i giorni ai nostri spettacoli, Ken e consorte, ma soprattutto Anthony e la sua signora Marisa… sì, sì.. proprio Marisa…gli ultimi due erano italo-americani originari della Sicilia!

Erano così entusiasti nel vedere un gruppo italiano (anche se non della loro regione) che non mancavano mai un appuntamento col nostro folkore italo-ciociaro.
Così dopo le esibizioni, una parola tira l’altra….abbiamo fatto conoscenza…

“Venti ragazzi di un gruppo di italiani, negli States, lontani da casa, nel periodo di Pasqua, non possono stare da soli“…avrà pensato Marisa;“eh no!” avrà risposto Anthony, “non possiamo proprio far mancare loro la Festa!”
Così, in men che non si dica: “Tutti invitati a casa nostra”, ci dicono in coro!
Noi, ovviamente se pur con la massima gentilezza possibile, abbiamo provato a declinare l’invito:
“siamo in tanti” provo a mormorare, immediatamente azzittito dalla Sig.ra Marisa con un perentorio:
“non se ne parla proprio, voi il giorno di Pasqua sarete ospiti a casa nostra!

e così fu!

Indimenticabile l’ospitalità nella loro dimora di St.Louis, con l’immancabile bandiera americana fuori dalla porta, il canestro da Basket (dal quale Marco ci sfidava negli uno contro uno tutti ovviamente persi… con lui non c’era partita!), il verde del giardino tutto intorno alla casa, sembrava proprio di essere in un film americano!
Che il pranzo sarebbe stato ottimo lo capimmo subito, perché appena seduti a tavola le danze furono aperte da un piccolo antipasto che conteneva…un vero carciofino sott’olio, tanto vero da farci sentire a casa!

Noi Alatresi e tutti i familiari di Anthony, figli e nipoti compresi,  attorno ad  una grande tavolata, a condividere la festa!

Che dire…memorabile la trasvolata negli States…non tanto per il folklore…ma soprattutto per l’aver festeggiato la Santa Pasqua in famiglia…..si,  perché quel giorno ci siamo sentiti tutti figli di Anthony e Marisa nel ricordare la Resurrezione del Cristo.

Piccola nota: abbiamo ricambiato l’ospitalità invitando ad Alatri (con tutti gli onori del caso, accoglienza  del Primo cittadino compresa), in date diverse, sia Ken con moglie e figlio,  che Anthony e Marisa,  ospitandoli ovviamente a “casa nostra” per farli sentire in famiglia come loro hanno fatto con noi!

di Armando

 

 

Il miracolo della Madonna di Portadini

Sono trascorsi 400 anni dal prodigioso avvenimento.
Dal Miracolo. Fatto poco noto persino a chi ad Alatri ci vive. Il Miracolo della Madonna di Portadini. Si trova immediatamente fuori la prima cinta muraria della città. All’ esterno del tratto meridionale, dove si apre la portella detta di Portadini.
La chiesetta suburbana dedicata alla Madonna della Resurrezione. Nota a tutti come chiesa di Portadini.
Nasce come cappella agricola. Punto di riferimento per i contadini che dai campi risalivano in città. Molto probabilmente di epoca medievale.
La chiesetta, cara agli alatrensi, conserva un’ icona.
Molto preziosa per chi ha fede. Per chi crede.
Un’ immagine. Quella della Madonna della Resurrezione.
Una Madonna ritratta mentre allatta il Bambino.
Gli archivi storici del comune di Alatri conservano un atto notarile assai significativo. A firma del notaio Marcantonio Scascia. Si legge:« Di maggio 1619 se gonfio lo Ciglio della Madonna de Resurresse à Portadini». La storia racconta che un giovane scellerato, nel corso di una partita a bocce, scagliò, bestemmiando, dopo la sconfitta, un sasso contro l’ immagine sacra. Colpita in corrispondenza della guancia, essa si sarebbe subito gonfiata come vera carne, rimanendo da quel momento macchiata di sangue. L’ uomo sarebbe corso via spaventato, e morto, di una morte improvvisa, durante la fuga.
Nel secolo scorso durante dei lavori, sono state ritrovate delle ossa tumulate a settantacinque passi dalla chiesetta, proprio come veniva tradizionalmente narrato. Per alcuni, come si legge in testi poco l’ uomo sarebbe stato punito da Dio per il gesto compiuto. Per altri, e pare la circostanza più plausibile, il giocatore di bocce sarebbe morto per il grosso, comprensibile, spavento, dopo aver visto la Madonna sanguinare. L’ immagine miracolosa viene venerata con grande devozione nel giorno della festa dedicata alla Madonna della Resurrezione. La festa della Madonna di Portadini venne autorizzata il 7 settembre del 1877. Su richiesta del Cappellano della “Congregazione della Madre di Dio” denominata “della Resurrezione” e benignamente accolta dalla Sacra Congregazione dei Riti, per conto del Papa Pio IX. Festa da farsi la quarta domenica di settembre.
Accolta anche la richiesta di poter celebrare, in quella data, una messa. Durante il mese di maggio, mese del miracolo, mese dedicato alla Madonna, a Portadini si radunano, tutti i pomeriggi, alle ore 17, tanti fedeli, per la recita del Santo Rosario.

di Joe Carobolo

tratto da "Anagni Alatri UNO", mensile della comunità ecclesiale - N. 5 - Maggio 2019
immagine: fonte Pertè online

 

 

Quell’abbraccio forte

Non si dimenticherà mai quel tuo abbraccio forte. Un abbraccio misto tra rispetto e  guida; fra  rassicurante ed emozionato. Sul palco, avvertire sempre questa sensazione è entusiasmante, ti dà carica, orgoglio e sfrontatezza per testimoniare e presentare sempre con più voglia e vigore le nostre tradizioni.

Sei stato e sarai sempre un esempio di educazione,di capacità e di aggregazione. Abbiamo vissuto insieme momenti belli , intensi e soprattutto veri.

L’ultima esperienza insieme, forse una delle più segnanti dal punto di vista umano e delle relazioni è stata e sarà per tutti indimenticabile. Quell’abbraccio forte…. che ho provato a contraccambiare, in quei giorni lontano da casa, quando fra un nostro spettacolo e i giochini con il mio piccolo di due anni, spuntava maldestro e cattivo, un tuo lamento per il forte mal di testa: “Dai Marco, non ti preoccupare, riposati un po’ che domani passerà”. E all’indomani….”avverto ancora mal di testa”.  Ho provato a farti anche da genitore,  cercando di rassicurarti : “come torniamo ad Alatri, vieni subito in Ospedale, facciamo gli accertamenti, vedrai non sarà niente….”

E invece..sono sedici anni che manchi, ma non mancherà mai quella sensazione, ogni volta che salirò sul palco, di quel tuo braccio forte.

Sei sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri , come Daniele e Fiorella che ti hanno raggiunto e soprattutto nel cuore e nei pensieri di chi ti ha vissuto….:

“odio questo giorno! Lo odio da 16 anni con tutta me stessa! Un giorno arrogante che tiguarda negli occhi e ti ricorda che noi non siamo niente…un giorno cattivo e crudele. Un giorno con cui bisogna convivere, ogni anno e far finta di essere più forti”
(Silvia post da Facebook)

“Bontà, disponibilità, gentilezza ..rispetto…questo eri tu, qUeStO Sei tU… quanti ricordi…quante emozioni vissute insieme, quanti sorrisi condivisi…tutti custoditi gelosamente nella mia mente e nel mio cuore! Ciao Marco…un abbraccio grande. TVB
(Chiara post da Facebook)