Alatri e la manifattura laniera nel 1824 / pt.1

Prosegue, dopo aver presentato Il Panno di Alatri  (e in articoli sequenziali, fino al n. 3), il nostro excursus sull’attività produttiva lanaria di Alatri nel 1824. Produzione, manifattura, tintura e struttura organizzativa.

Le fasi della lavorazione della lana

Una consistente quantità di dati relativi alla produzione laniera di Alatri nell’anno 1824 è contenuta in una serie di schedari che recano la firma di S. Benvenuti, Delegato Straordinario, custoditi presso l’Archivio di Stato di Roma (Miscellanea della Statistica, Busta 27); si riportano qui di seguito i dati generali, seguiti poi dalle descrizioni analitiche di ogni singolo opificio. Nel 1824 esistevano ad Alatri 28 opifici destinati alla produzione tessile, nei quali erano impiegati circa 600 lavoratori; gli insediamenti industriali erano collocati all’interno della città, ad ulteriore vantaggio degli operai e degli affittuari degli edifici.
Il salario corrisposto con retribuzione giornaliera era uniformato a tutti gli opifici e consisteva in 20 bajocchi per gli uomini, 7,5 bajocchi per le donne e 3 bajocchi per i ragazzi. In numero approssimativo delle giornate lavorative, nell’arco dell’anno, era di 200 per gli uomini, 100 per le donne e 200 per i ragazzi. Le spese di manutenzione comprendevano generalmente l’affitto dei locali adibiti alla produzione, il costo degli stigli, il consumo di legna e carbone e le spese di spurgo e valcatura; ed era uniformemente calcolato pari al 7% del valore totale della produzione. I tempi medi di produzione erano ”Nei lavori di Panni in 24, 30 e 40 portate principiando dalla prima operazione, cioè dall’assortimento delle lane fino all’ultima, ossia all’apparecchio del Panno occorre il tempo di un mese intero. Per quelli in 50 portate si richiedono giorni 60; altri 75 giorni per quelli in 60 portate; e mesi necessitano al compimento dei panni di ultima perfezione” [dati14].

In una relazione sulle manifatture laniere, redatta nel 1824 dal Delegato Straordinario S. Benvenuti per descrivere sommariamente il ciclo produttivo delle stoffe di lana, si trovano utilissimi cenni sulle fasi di lavorazione della lana nelle industrie alatrine.

“Le manifatture, che senza il soccorso delle macchine si eseguiscono mediante la manodopera in tutte le parti di loro lavorazione, debbano presentare dei prodotti se non del tutto difficili, almeno dispendiosi ad ottenersi, e di niun pregio per poterli accreditare nel Commercio.
Di tal sorta sono quelle Lanerie, che si effettuano negli opifici esistenti nella Città di Alatri.
Unitosi a ciò l’altro difetto della scarsa cognizione dell’Arte, onde preparare, secondo le regole la materia grezza, e condurre giusta il dovere il lavoro a compimento;  non possono sperarsi giammai dei tessuti perfetti: ecco il metodo, che si tiene in queste lavorazioni.
Il prodotto, che come materia prima, ed essenziale si adopera nella manifattura, cioè la lana, la provvedono i fabricatori porzione nella Capitale, ed il resto nella Provincia. Depurata dalle materie cretose ed eterogenee; si assortisce; quindi si scardazza; si olia,  si sbozza a cardi ordinari,  si imprime, si fila, s’incannella, si ordisce, s’incolla  ed in ultimo si tesse. Il tessuto si purga e si valca: poscia si carza, e si cima, per quanto richiede la qualità delle manifatture; ed in seguito si tinge, si lava, si spiana, si tira, si spelucca, si sbruzza, ed infine si mette nel torchio per l’apparecchio.La cardatura, filatura e le altre operazioni preliminari si eseguiscono generalmente con quasi niuna soddisfazione, ciò che produce un tessuto a stami irregolari, e difformi. Se la tessitura è meno infelice, il purgo , peraltro, e la valca a cui viene assoggettata la materia manifatturata, non producono giammai una segregazione totale della parte oleosa, così che si hanno sempre dei panni generalmente riputati di niun pregio, e di poco valore. Inoltre non possedendo quei fabricatori la maniera di colorire i loro prodotti, non conoscono neppure il modo di abbellirli del dovuto apparecchio” [dati14]”.

Notizie tratte da:

GENI COSTANZO, Aspetti della Politica industriale pontificia tra XVIII e XIX secolo: il caso di Alatri (tesi di laurea in Storia economica, Università degli studi di Cassino, facoltà di Economia e Commercio, Anno Accademico 1995-96)

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