La preghiera del Folklorista

Anche noi “folkloristi” abbiamo la nostra preghiera : perchè uniti nella fratellanza,  l’essere bandiera del nostro popolo e tesoro delle nostre tradizioni,  abbiamo bisogno di una mano divina che la sostiene .
– Con approvazione ecclesiatica nel Giubileo dei gruppi folkloristici del 2000 –

Preghiera del Folklorista

Signore, che hai posto la Tua mano su ogni uomo,
che consideri importante il nostro vivere, il nostro suonare, il nostro danzare;
fa che ci sia possibile, per lungo tempo onorarTi,
diffondendo nel mondo la gioia di essere figli della nostra terra,
di essere bandiera del nostro popolo,
di essere tesoro delle nostre tradizioni.
Dacci la forza, di mantenere salde  le nostre radici.
Dacci il conforto, di sapere che tutt’intorno, per nostro mezzo,
cresca l’amore fra tutti i popoli, senza confini.
E Tu, Madre di Dio, posa il Tuo sguardo sulle nostre famiglie,
sulla nostra gente, sul nostro domani.
E che arrivi in Cielo con la nostra preghiera,
l’eterna armonia del nostro cantare.

E così sia.

*nella foto in nostro Fondatore, Flavio Fiorletta con il Santo Wojtyla in occasione della visita alla nostra città 

Ordinaria Resurrezione

La parola Pasqua deriva dal vocabolo ebraico pesah, che vuol dire passaggio.
Anticamente, celebrava il passaggio dalla stagione invernale alla primavera, nella prima notte di plenilunio del 14 di nisan (mese ebraico corrispondente al nostro marzo-aprile).
E’ in quella notte che Mosè, attraversa il Mar Rosso e fugge dalla schiavitù egizia.
In un altra notte, quella appunto della parasceve, Gesù risorge dalla morte.
Tuttavia, quando celebriamo la Pasqua, si rischia un pò di ripercorrere un evento che sembra sfuggire alla nostra esperienza quotidiana. Eppure, aldilà della resurrezione finale, (quella dopo la morte secondo la dottrina cristiana ), la Pasqua può essere una esperienza ordinaria.
Non solo un evento straordinario di natura divina, ma lo straordinario evento che ognuno di noi, può realizzare nelle cose di ogni giorno.
Fare Pasqua significa fare un passaggio: passare da scelte timide a decisioni definitive; passare dalla falsità di tante nostre relazioni, alla costruzione di legami più sinceri; Risorgere da un fallimento, per reinvestire sulla speranza di un successo; Risorgere dalle sconfitte, dagli errori, dagli sbagli che ognuno di noi porta dentro, per sperimentare il gaudio della fedeltà, il profumo della libertà, la freschezza di un cuore nuovo.
Perché la resurrezione è qualcosa promesso a tutti, poiché ogni giorno ci è chiesto di far morire qualcosa che ci attanaglia e crea fatica per scoprire invece la libertà di una vita vera.

di Gabriele Ritarossi