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Una Domenica di Ottobre… a Piedimonte Matese

Un bellissimo ricordo dello scorso anno,  la splendida giornata di ottobre a Piedimonte Matese, dove protagonista è stato il genuino folklore del Lazio, della Campania e del Molise.

Attori principali, insieme a noi, anche i ragazzi del Gruppo Folk la Takkarata – con il simpaticissimo veterano Nino Capobianco – e i gruppi di Benevento, Caserta e Campobasso a sostenere l’allegria dell’evento.
Il tutto sapientemente organizzato dalla Pro loco “Vallata”, guidata dal gentilissimo Presidente Gianni Cinotti.

Una splendida manifestazione da confermare che ha visto una folta cornice di pubblico, sicuramente soddisfatta!

Grazie per averci regalato il ricordo di una bella cittadina come Piedimonte Matese, ma soprattutto l’ospitalità ricevuta.

Premio Nazionale RADICI

Venerdi 10 maggio, in una splendida cornice di pubblico, in una bella serata con affabili e qualificati commensali, il nostro Gruppo ha ricevuto, per il tema: tradizione, il Premio Nazionale RADICI * nella sua prima edizione:

“come riconoscimento del valido contributo dato per aver trasmesso la genuina tradizione ciociara della città di Alatri”

Ovviamente, la soddisfazione del nostro sodalizio è massima, infatti,  riconosce nel corso degli anni, l’impegno profuso nella nostra città come promotore e collaboratore di numerose attività per la promozione del territorio, oltre ad essere stato protagonista, nella ormai settantennale attività, nei migliori festival nazionali ed internazionali del foklore,  rappresentando degnamente le tradizioni popolari di Alatri, della Ciociaria e Nazionali.

La serata è stata introdotta dai saluti istituzionali del vice sindaco Fabio Di Fabio in rappresentanza del Comune di Alatri e dal Prof. Biagio Cacciola, Responsabile dell’Uffico Cultura della Provincia di Frosinone, in rappresentanza dell’Amministrazione Provinciale.

Gli altri destinatari del premio sono stati  il Prof. Giovanni Sessa per il tema: identità ed il Dr. Federico Iadicicco per il tema: famiglia.
L’incontro ha avuto anche finalità sociali, in quanto parte del ricavato della serata è stato donato alla Steadfast Onlus nella persona del Presidente Emmanuele Di Leo,  per il sostegno ai bambini affetti da gravi patologie con vari progetti in Italia e all’estero, soprattutto in Nigeria.

*RADICI  Associazione presente nel nostro territorio con finalità culturali a livello Nazionale, con i principi ispiratori di  Identità, Tradizione, Famiglia

Necessità di valorizzare le nostre belle tradizioni ciociare

Cosi scriveva molti anni fa il nostro Sor Flavio; una riflessione che se pur datata potrebbe risultare attuale ai cultori delle tradizioni popolari, e come ricordava sempre: nel folklore e nella danza c’è l’animo di un popolo:

“Oggi il folklore ed il ballo italiano sono come li descrisse il piemontese Vajra «i grandi decaduti”: questa l’affermazione che si riscontra nel’ importante saggio sulla danza tradizionale.
ln verità non si può far storia delle religioni, della musica, del teatro, delle tradizioni popolari senza tener conto del folklore in genere e della danza in particolare.

Se noi consideriamo la condizione e la funzione della danza nella società italiana e la confrontiamo con la posizione che occupava e la considerazione in cui era tenuta nei passati secoli, dobbiamo senza meno riconoscere quel che asseriva il Vajra nel 1875, epoca in cui i veglioni carnevaleschi costituivano ancora un avvenimento popolare di grandissimo rilievo; epoca in cui non c’era manifestazione, non c’erano nozze che non terminassero con il tradizionale ballo: oggi tutto sembra esaurirsi e con rammarico si assiste alla discesa di questi valori coreutici e folcloristici.
Quando poi al posto occupato dalla danza nel folclore, anche se ormai in molte regioni non occupa più la posizione di grande rilievo che aveva un tempo, essa è pur sempre legata alle più pure espressioni tradizionali sia per il ciclo della vita umana, sia, e principalmente, per i lavori agricoli.

Ma è il caso di domandarci cosa sia stato fatto in Italia nora di veramente serio per una conoscenza storico-critica, basata su documenti, registrazioni di canti e di musiche per danze, affidate ai modernissimi mezzi sonoro-acustici e se anche per tutto quanto concerne il folklore contemporaneo?
Poco, pochissimo, eccezion fatta per qualche e registrazione di motivi ristretti ad una sparuta cerchia di paesi quando invece l’Italia, dalla Sicilia alla Sardegna, dalla Lombardia alla Ciociaria, alla Calabria è tutto un campo fertile per riportare alla luce motivi musicali di danze e cori come mezzo idoneo, il più adatto all’affermazione dei valori intrinseci del nostro folclore.
Si sente dire… “che bei costumi…che bei canti..che belle danze”; si vedono sorridere gli occhi per la gioia, quando inizia uno spettacolo di folclore ma più di questo nulla, mai nulla.

Eppure un grande figlio della Ciociaria, Anton Giulio Bragaglia, ha speso tempo prezioso per dedicarsi ad uno studio particolareggiato del folclore e della danza <Danze popolari italiane>  per offrircelo a ricordo di tempi non superati ma rimpianti dalla maggioranza.

Questo libro è l’immagine di uno studio profondo, condotto con un rigore critico: una ricca messe di dati, di notizie, frutto di lunghe, pazienti ed utili ricerche.
In Italia e quindi anche in Ciociaria, la zona che maggiormente ci interessa ed alla quale tanto teniamo, occorre intraprende seriamente studi sul nostro folclore e sulle nostre danze.
Occorre riportarle in “auge” per offrirle ai tanti turisti che visitano le nostre zone come il miglior ricordo di questa nostra terra ciociara ed in questo sforzo non sia inutile ricordare che l’Italia, che oggi è invasa dalle danze straniere, dal valzer alla polka, dal tango al rock and roll ora al madison, nei secoli ha insegnato il ballo a tutta Europa.

Non sarebbe male se tutti gli intenditori prendessero l’iniziativa di compiere studi in tal senso, di far incidere appositi dischi, riportare a nuovo i nostri canti dell’aia, dei campi formare gruppi di danzatori, di cantori del folclore. Saranno i responsabili e gli esperti a sancire queste forme di rieducazione popolare attraverso ampi e sereni dibattiti. Quanto verrà fatto per promuovere sul piano pratico lo studio della danza popolare italiana, ed in particolar modo ciociara, costituirà un contributo prezioso per la messa in valore di una delle espressioni più spiritualistiche ed esteticamente felici delle geniali qualità artistiche del popolo italiano. Abbiamo visto gruppi folcloristici esteri organizzati a spese dello Stato: parlo dei gruppi iugoslavi, polacchi, francesi, cecoslovacchi, spagnoli: non ne abbiamo incontrati in tal senso italiani. E’ davvero una lacuna riprovevole.

Il Gruppo Folcloristico di Alatri, che continuamente visita città italiane ed estere, sa il valore della bellezza della danza e del folclore italiano, principalmente ciociaro, dei canti e delle danze ciociari, perche sono gli applausi incondizionati, i premi conseguiti, i rinnovati inviti che testimoniano quanta simpatia in ogni contrada di Italia esista per la nostra Ciociaria: il nostro folclore, così come dicono i giornali, è addirittura “signorile”.
E noi, lungi dai ronzii di questa dannata vita moderna, ci dovremmo sentire invitati ad un ritorno alla serenità, alla pace, ai nostri campi, cosi come accadeva anticamente quando tutte le mamme, attorno al focolare, ove crepitando si consumava un vecchio ceppo, raccontavano le favole che ci facevano più buoni, più sereni fino a farci cantare, a farci danzare spensieratamente.
Tempi scomparsi, ma che potrebbero tornare con la buona volontà di tutti, se davvero ci sentissimo custodi delle nostre belle e pure tradizioni popolari una volta ritrovatele: e ciò principalmente per la valorizzazione di questa nostra troppo depressa, ma tanto amata terra ciociara.

 “Sor” Flavio Fiorletta

16/07/14 – 04/10/2007

I nostri auguri per un gioioso 75° anniversario!

Abbiamo accolto favorevolmente l’invito ricevuto dal Gruppo Folk “Simón Otxandategi Dantza Taldea” di Berango (Spagna) in occasione delle celebrazioni per il loro 75° anno di attività.

Una nostra delegazione sarà presente dal 5 luglio nei Paesi Baschi e per l’occasione oltre a portare i saluti e gli auguri della nostra Amministrazione Comunale nella persona del Sindaco Ing. Giuseppe Morini, abbiamo formulato i nostri più fervidi auguri:

Un riconoscimento per la longevità della vostra attività è sicuramente doveroso!
Mantenere, arricchire, promuovere l’appartenenza ad un ensemble folclorico anche nel secondo millennio è certamente un esercizio che richiede impegno, costanza e tanta, tanta buona volontà!
E chi lo afferma, lo conferma a ragion veduta, in quanto anche il nostro gruppo fondato nel 1950, raggiungerà quest’anno i 68 anni di attività e quindi siamo nella vostra scia..!

La cultura della diffusione delle tradizioni popolari è parte integrante del patrimonio socio-culturale della comunità di appartenenza, il pregio e l’onore di valorizzarle  e soprattutto difenderle è fondamentale per la storia ed il vissuto della comunità stessa. I caratteri identitari debbono essere sempre riconosciuti al di là dei propri confini nazionali e il vostro impegno, testimoniato dalla celebrazione di questi 75 anni, ne sono una ampia e sicura testimonianza.

Il folklore stesso, che nella sua essenza più intima e vera è cultura popolare, storia ed arte insieme cristallizzate in forme e costumi popolari, rappresenta un momento niente affatto secondario nell’attività artistica e culturale delle genti. Le caratteristiche etniche, le peculiarità tradizionali, i costumi, le fonti primigenie dell’ispirazione popolare sono alla base del folklore e dei gruppi folkloristici che lo rappresentano e lo tramandano. Ed il vostro gruppo, che attinge il materiale per i suoi costumi, le sue danze ed i suoi canti nella più bella e genuina tradizione, è con la sua attività, un benemerito di questa nobilissima forma di arte e di spettacolo.

Il Gruppo Folk “Aria di Casa Nostra”