I personaggi storici ad Alatri (pt.5)

Egnazio Danti
Nato a Perugia nell’ aprile 1536, Egnazio Danti, è stato insigne vescovo della città di Alatri. Noto cultore di scienze, ma anche di filosofia e teologia, è famoso per aver disegnato le carte geografiche degli armadi in Palazzo Vecchio a Firenze per incarico dei Medici e per aver progettato il quadrante astronomico e l’armilla equinoziale, posti sulla facciata di Santa Maria Novella. Scrittore prolifico e docente negli studia di Firenze e Bologna, viene utilizzato dal papato per compiere rilievi topografici in Umbria e per disegnare le famosissime carte geografiche d’Italia della Galleria Vaticana. In Alatri riorganizza la diocesi secondo le disposizioni tridentine ed è l’artefice di un forte rinnovamento della chiesa locale. Muore ad Alatri il 19 ottobre 1586

Pompeo Molella
Insigne figura di giurista, Pompeo Molella nasce ad Alatri nel 1548 da Valerio e Giovanna Tuzi. Lauratosi giovanissimo in giurisprudenza, verso il 1574 si trasferisce a Roma, dove riesce a conquistarsi la fiducia e la simpatia di alti prelati. Clemente VIII, nel 1592, prima gli affida il governo rato di Imola, quindi lo nomina Procuratore generale del Fisco. Gli alti incarichi non lo distolgono dalla professione di magistrao, attraverso la quale lega il suo nome ai prinicipali processi del tempo. Di questio il più eclatante, anche per le conseguenze che coinvolgono lo stesso Clemente VIII, è quello relativo a Beatrice Cenci che, riconosciuta colpevole di parricidio, viene decapitata insieme ai suoi complici nel settembre 1599. Molella conserverà l’incarico di Procuratore fino al 1605, anno in cui è inviato da Paolo V a governare alcune città dello Stato della Chiesa. Muore a Roma l11 settembre 1608.

Luigi Ceci
Valente figura di glottologo e latinista, nasce in Alatri il 2 febbraio 1859 da Vincenzo, modesto tintore, e da Maria Minnocci. Dopo gli studi classici svolti presso le Scuole Pie di Alatri e di Savona, nel 1882 ottiene a Firenze, la laurea in lettere. Chiamato a Roma come suo segretario particolare dal ministro della Pubblica Istruzione, collabora alla preparazione di un progetto di riforma per la scuola superiore, progetto mai realizzato per le dimissioni del presidente del Consiglio dei Ministri, Depretis. Insegna Latino e greco nei più prestigiosi licei in Italia. Nel 1893 ottiene la cattedra di grammatica indo-greco-italica presso l’Università di Roma, ricoprendo per due volte la carica di Preside della facoltà di lettere. Nel 1914 è inserito nella commissione preposta alla riforma degli studi superiori dal Ministro Cretaro distinguendosi per la grande competenza scrivendo la Relazione generale. Si dedica agli studi della lingua slava senza tralasciare la sua copiosa attività di saggista. Tra i suoi scritti: Il pronome personale senza distinzione di genere nel sanscrito, nel greco e nel latino, Il vocalismo nel dialetto di Alatri, Tabulae Iguvinae, Grammatica della Lingia latina, muore ad Alatri il 22 giugno 1927.

Luigi Pietrobono (Dantista)
Nasce ad Alatri il 26 dicembre 1863. Nel 1880 entra nell’ordine degli Scolopi e si accosta agli studi classici, laureandosi in lettere con una tesi sulla Teoria dell’amore in Dante, edita nel 1888. Successivamente si laurea in Filosofia, con il saggio, anch’esso pubblicato, Il fondamento psichico della vita animale secondo Rosmini e Darwin. Per circa mezzo secolo, con la breve parentesi degli anni 1905-06 nei quali è chiamato a dirigere l’istituto Conti Gentili di Alatri, insegna nel prestigioso collegio Nazareno di Roma come titolare delle cattedre di letteratura italiana, latina e greca, di filosofia e di religione. Nel 1899 incontra Giovanni Pascoli e dà inizio alla lunghissima e fortunata attività di saggista che lo porta a pubblicare numerosi studi sul poeta romagnolo. Il suo grande amore resta però Dante e la Divina Commedia, la cui personale lettura lo rende noto agli studenti liceali e universitari dell’Italia intera.Lo spirito liberale emerge durante la prima guerra mondiale, quando non esita a scendere in piazza per esortare i giovani a correre in aiuto della Patria dopo la disfatta di Caporetto. Dei numerosissimi saggi: L’opera poetica di G.Pascoli, Dal cerchi al centro: la struttura morale della Commedia, Il commento alla Divina Commedia, etc.; Grande figura di dantista,  attento e profondo studioso della letteratura italiana, muore a Roma il 27 febbraio 1960.

Valerio Molella
Discendente da una delle più nobili ed antiche famiglie di Alatri, distintosi per il suo mecenatismo e per l’alto amore verso la città cui ha dedicato una vita intera. Lascia in eredità una ricchissima biblioteca di manoscritti che resta un preciso punto di riferimento per quanti vogliano sapere o scrivere di Alatri.

Padre Igino da Alatri
Padre Igino, al secolo Coccia Sisto di Giovanni Battista e di Tagliaferri Chiara, nacque in Alatri l’11 gennaio 1883.
Frequentò le classi ginnasiali nel patrio ginnasio-liceo “Conti Gentili”. Vesti l’abito religioso in Fiuggi (Maestro il P. Bonaventura da Rocca di Papa)  il 15 gennaio 1898 ed emise la professione semplice il 15 gennaio 1899.
Iniziò lo studio filosofico in Monte S. Giovanni sotto il Lettorato del P. Bernardo da Guarcino. Fu quindi iscritto alla Pontificia Università Gregoriana e consegui la laurea in filosofia. Fu ordinato sacerdote il 23 luglio 1905.
Nel novembre 1907 fu nominato Lettore di Filosofia e Direttore dello Studio di Frascati e fu nominato Lettore di S. Teologia ad honorem.
Negli anni scolastici 1915-19 insegnò lingua francese e scienze naturali nel Seminario diocesano.
Nel periodo di ottobre 1929 – maggio 1931 fu inviato a insegnare nello Studio Filosofico di Alatri. Indi tornò nuovamente a Veroli in qualità di Guardiano e di Direttore del Seminario Serafico, cariche che detenne per un sessennio. Nel Capitolo Provinciale del 1946 fu nuovamente assegnato di famiglia a Veroli in qualità di Padre Spirituale dei fratini e qui vi è rimasto ininterrottamente fino alla morte, avvenuta il 29.7.1962.

Altro lato notevole dell’attività del P. Igino è quello di scrittore. Oltre a varie monografie e articoli apparsi su la rivista «L’Italia Francescana» e su giornali, le sue opere date alle stampe sono le seguenti.
S.Francesco in Alatri (Isola Liri, 1929);
Guida della Chiesa della SS. Concezione dei Cappuccini di Roma (Tivoli, 1930);
Alatri e il suo celeste Patrono (Veroli, 1932);
Breve storia di S. Sisto (Frosinone, 1932);
Atti del II Convegno laziale del III Ordine (Veroli, 1921);
Atti del Convegno dei Dirigenti del T.0.F. (Roma, 1946).
Alatri e il suo vernacolo
Opere inedite: 1) Corso ciclico di canto ecclesiastico; 2) Stilistica latina; 3)Consigli pratici agli oratori sacri; 4) Tavole sinottiche di prosodia latina; 5)Gli araldi della luce, racconto apologetico; 6) Fiamme di sacrificio, Vita di S. Francesco da Leonessa; 7)I Cappuccini e Vittoria Colonna; 8) L’ortodossia cattolica di Vittoria Colonna.

 


Per: Luigi Ceci, Luigi Pietrobono,Sisto Magni, Valerio Molella, Pompeo Molella, notizie tratte da “Conoscere Alatri” di  Armando Frusone

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